[Serie A] La seconda giornata (che praticamente era la prima ma in realtà è la seconda).

Ah, gl’italiani! C’è la crisi e pensano al calcio, al futbòl. Ecco, esattamente. Milanese chi? M’importa solo di Vidal. E siccome è iniziato il campionato, è d’uopo stare sul pezzo.
Ecco la classifica.

Non serve a un cazzo, ma la Juve è prima e potrebbe essere l’ultima volta, quindi me la godo.
A proposito di Juve. La notizia è che per la prima volta dai tempi di Zidane – fate voi il conto di quanto è passato – la Juve ha giocato uno sport perfettamente riconoscibile: era proprio calcio, non ci sono dubbi. Ovviamente, dalla prossima partita gli avversari piazzeranno un pitbul o un gattuso sulle chiappe di Pirlo, Chiellini impazzirà col pallone fra i piedi e tutto questo finirà. Ma non importa, è stato breve, bello e intenso.

Gioco della Juve a parte, lo spunto tecnico della settimana lo hanno dato Roma e Inter, che si sono affidate a due allenatori con dei moduli di gioco che persino Pistocchi li conosce ma hanno delle rose che è praticamente impossibile schierare in quel modo, a meno di incorrere in “sventurate” domenica come questa. La Roma si è superata, vendendo due giocatori – Vucinic e Menez – praticamente perfetti per il gioco di Lusi Enrique e comprando non uno ma ben due punte centrali – Bojan e Osvaldo – da aggiungere a quella che aveva già, Borriello. Peraltro, Osvaldo è presumibilmente una pippa colossale. Presumibilmente.

Il primo gol di Milito è una roba che Inzaghi si sarebbe vergognato a farlo. Inzaghi si sarebbe buttato in aerea per avere il rigore, piuttosto che segnare quel gol.
Comunque, questa è molto bella. Roma e Inter hanno perso male contro due squadre isolane – Cagliari e Palermo – allenate rispettivamente da Ficcadenti e Mangia. Se Tuttosport e Gazzetta non ci hanno fatto un titolo, è meglio, ma non ci credo.
Ficcadenti e Mangia condividono il bizzarro destino d’essere subentrati durante il ritiro precampionato. E condividono anche la coabitazione con presidenti cosiddetti mangia allenatori (e visti i nomi si potrebbe creare più di un cortocircuito). Zamparini del Palermo ha detto che farà firmare a Mangia un contratto di quattro anni perché vuole che sia il Wenger di Palermo: se non spara cose così prima, non c’è nemmeno gusto a cacciarlo poi.

Milan-Lazio. Il Milan ha lasciato che Pirlo andasse alla Juve. Aggratise. Non ho altro da dire.
La Lazio mi incuriosisce molto perché Lotito ha fatto una campagna acquisti che ricorda molto da vicino quella che feci io nel manageriale Scudetto anni fa. Allenando il Tempio presi a parametro zero Roberto Baggio e una riserva del Real Madrid e grazie a loro dalla C2 arrivai in serie A. Ecco, la Lazio in A c’è già, quindi mi aspetto ottime cose: intanto ha pareggiato col Milan fuori casa e hanno segnato proprio quei due, Klose e Cissé. Su Cissé: un armadio che segna di testa ci sta, ma che fa una capriola così, beh, questo mi sorprende.

Fra tutte le altre partite, colpisce un po’ CesenaNapoli. Più che il risultato – un quasi ovvio 1 a 3 – per il fatto che Mazzarri non ha avuto di che lamentarsi. Sgomento e angoscia, il commento del Quirinale.

Mr Montag

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