[Serie A] Aggiornamento della Quinta giornata

 

Breve sunto dell’ultima partita che completa il quadro della 5° giornata di Serie A. Tim.

Per la cronaca, Luis Enrique non ce l’ha fatta a farsi esonerare.
Con una copiosa vittoria per 0-1 sul Parma è riuscito, momentaneamente, a sedare la piazza romanista dalla rivolta e preservare, (anche qui) momentaneamente, il suo candido culetto sulla panca di propietà di Tciomas Dgi Beneideittgio.
Fin qui tutto normale. O quasi.

La Roma è a 5 punti in classifica, a metà, con un avvio di stagione deludente è dir poco, ancora di più se si pensa ai milioni di miliardi spesi per la campagna acquisti. Una “rometta ricca”, che deve carburare, forse, trovare la giusta alchimia di gioco con se stessa e con l’allenatore. Ma per ora sempre di rometta si tratta.

Stamattina è andato in scena l’ennesimo lunedi da romano vittorioso.
Campeggiava a caratteri cubitali sul Corriere dello Sport: “Osvaldo gol: Arriva la Roma! – Espugnata Parma 1-0!”. Poi, nei vari siti e sitarelli (come questo, del resto) romanisti, si elargivano ad ampie maniche aggettivi tipo “epico”, “Parma domato”, “la squadra capitolina ha imposto il suo gioco”, “supremazia”, “convinzione da Grande squadra”.
Ecco. Signore e Signori, abbiamo appena presentato il vero problema della Roma: i suoi tifosi.
Non tutti, per carità, non generalizziamo. Ma una buona parte si.
Si esaltano (ci esaltiamo) e si disperano nel giro di 2 ore. La Roma di oggi è attrezzata per vincere il campionato, quella di mercoledi contro il Siena era da serie B.
Il tutto decretato da una ragguardevole schiera di tifosi/tecnici.

E Luigi Enrico? Oh, lui ha allenato il Barcellona B. Ha avuto tra le mani fior fiore di campioni figuriamoci se non riesce a gestire la Roma. Diamogli fiducia.
L’unica cosa che ancora deve un po’ apprendere è che se nel campionato italiano giochi con 2 difensori e la squadra non torna dopo la fase offensiva, ci sono discrete probabilità che ti facciano il culo grande come un paiolo in rame battuto. Siena, Inter o Poggibonsi che siano.

L’ultima parolina è per Daniel Pablo Osvaldo.
Io credo sia una pippona epica pagata troppo.
Sono stato troppo diretto? Troppo, si. Forse troppo. Ho detto troppe volte troppo? (mi piaceva la parola “troppo”). Per adesso continua a segnare e io dico solo castronerie.
Ma magari gli si può dare un piccolo consiglio.

Caro Osvaldo, a Roma, quando segni, se fai il gesto della mitraglia o dell’orecchia, potresti suscitare qualche piccolo malumore perché sono gesti che appartengono ad altri campioni del passato romanista. E Dio solo sa quanto i romanisti siano attaccati al loro passato. 
Dunque, se la prossima volta che segni la Curva Sud, scende e ti stacca le braccia, non te la prendere. E’ solo un gioco. Con affetto.

 

 

 

Dadofelix

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