[Interviste incredibili] Quattro chiacchiere col Signor Culo

In una giornata pregna di notizie (dal nuovo caso di calcioscommesse alla Yespica che dà spettacolo a Miami) Gemellidelgol.com è riuscita ad avere un’intervista esclusiva, ad un personaggio che è riuscito molte volte ad eludere i riflettori ma che ha avuto un grosso impatto sul campionato di Serie A. Tim.

Diamo il benvenuto al signor Culo.

 

Rara immagine del procuratore più desiderato

GdG-Salve Signor Culo

C-Salve

GdG -Dunque, partiamo subito da qualche domanda spinosa…

C -Ah, guardi, togliamoci subito il dente; uso solo slip di cotone. Chiaro.

GdG -Veramente volevo chiederle di Luis Enrique.

C -Ah, Luis. Caro ragazzo. Mi ha contattato in estate, a mercato fermo, subito dopo essere diventato allenatore della Roma.

GdG -Appunto. Lei, signor Culo, sembra aver avuto molta influenza sull’allenatore spagnolo.

C -Beh, faccio il possibile. In fondo è il mio mestiere, no? Luis non ha molta esperienza del calcio italiano, pensava di trovare un altro Barcellona B. Da quelle parti era abituato a vincere sempre.

GdG -Qui in Italia però è differente. Giocatori diversi, un differente modo di porsi in campo. Una pressione diversa dai media, anche…

C -Si, vero. Ma il mio assistito non ha mai avuto davvero paura o pressioni in alcun modo. Chiaramente avere al suo fianco un professionista come me ha avuto il suo peso, ma lui è un uomo fiero e con le sue idee. E lotterà fino a marzo per portarle avanti.

GdG -Marzo?

C -Si, marzo. Poi, da come ho capito, non glie ne fregherà più una mazza. Il nostro contratto scade il 27 marzo, il rinnovo è ancora in alto mare. E la Roma può pure finire nel campionato norvegese di curling.

GdG -Scusi, ma ci faccia capire meglio. Mettiamo un po’ di ordine. Luis Enrique è venuto in Italia portando un modo di giocare molto personale, non schierando difensori, che nel nostro Paese sono molto importanti. Ha acquistato dei muratori spacciandoli per giocatori di calcio (e facendo spendere agli americani una cifra ragguardevole). Ha forzato la mano per spagnoleggiare la Roma e cosa ha ottenuto?

C -Lei è polemico. Non dimentichiamoci che ha fatto pace con Tosatti.

GdG -Tassotti…

C -Quello che è. Ho consigliato a Luis di stringergli la mano e lui l’ha fatto, dimostrando buona volontà.

GdG -Si, signor Culo, ma la buona volontà spesso non è sufficiente; bisogna dare corpo al famoso “Progetto Roma” e in questo il suo assistito sta facendo un po’ acqua.

C -Non sono d’accordo. Il Progetto ha bisogno di tempo per essere realizzato e un pizzico di fortuna non guasta mai.

GdG -Un pizzico?

C -Qualche palo, un paio di traverse, un po’ di palloni sprecati a porta vuota dagli avversari e una manciata di rimpalli favorevoli non mi sembra granchè.

GdG -Per un professionista come lei, con esperienze internazionali. Ma da noi questo è culo.

C -(Cenno di dissenso) Se lo dice lei.

GdG -E poi, ci dica, com’è possibile che proprio mentre Luis Enrique sta per essere esonerato (come nella disfatta contro la Fiorentina) trova sempre la partita buona? Qualche buona giocata, certo, poi tanta, tantissima fortuna. Tanto da farlo ammettere anche al suo assistito.

C -Nel contratto che io e Luis abbiamo firmato c’era la postilla di supportarlo “ad effetto”.

GdG -In che senso, scusi?

C -Nel senso che avrei dovuto tirarlo su quando ormai tutti lo davano per spacciato, per avere più risalto mediatico. E mi pare di aver svolto il mio lavoro egregiamente.

GdG -Concorda tutto il calcio mondiale.

C -Una piccola spinta non si nega a nessuno, e poi gli spagnoli mi stanno simpatici. L’altra estate in Sudafrica ci siamo divertiti un mondo. Il clima caldo/temperato di quelle zone giova molto alla mia pelle, putroppo spesso screpolata per lo stress.

GdG -Cioè, lei ci sta dicendo che ha avuto un ruolo anche nella Spagna che ha vinto il Mondiale?

C -(Risata di scherno). No no, la mia è stata solo una partecipazione amichevole. Giusto qualche fuorigioco, nulla più.

GdG -Torniamo un attimo in Italia: cosa può dirci della partita di ieri sera con il Napoli al San Paolo?

C -Mah, preferirei non parlarne. Comunque non mi pare sia successo niente di eclatante.

GdG -Se consideriamo che Hamsik ha sbagliato quel gol fatto…

C -Episodi di gioco.

GdG -Certo. Un’ultima considerazione: Pablo Daniel Osvaldo.

C -Cosa?

GdG -Ha mai lavorato per lui?

C -E’ sotto contratto con me dalla stagione 2006/07, da quando giocava nel Lecce.

GdG -Ah ecco.

C -Pablo è un giocatore giovane e di talento, farà molta strada in Italia.

GdG -In realtà in Italia gli manca solo di giocare col Sassuolo e non è mai sembrato un campione.

C -Nessuno nasce fuoriclasse, e consideri che è stato convocato anche in Nazionale.

GdG -Si, in Nazionale. Ma le sembra possibile che Pablo segni solo se il portiere avversario va a prendere un caffè? E solo se la palla è precisamente sulla punta del suo scarpino destro? E solo se Marte trigono è in Giove?

C -Sono le sue qualità. Ogni giocatore ha le sue caratteristiche.

GdG -Va bene, basta. Signor Culo la ringrazio per il tempo che mi ha concesso.

C -Ci mancherebbe.

GdG -…Scusi, sono suoi quei dieci euro li per terra?

C -No.

GdG -Wow che fortuna.

C -Sono un professionista

GdG -Grazie, alla prossima.

C -Prot.

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