[L’Af-fondo di Montag] Vai Pinturicchio!

Grande emozione ieri pomeriggio allo Juventus Stadium per l’addio al calcio di Alessandro Del Piero. La Juventus ha voluto celebrare il suo numero 10 organizzando un’amichevole contro il Novara, recentemente promosso in Serie A.Numerosi sugli spalti gli striscioni inneggianti all’eterno ragazzo di Conegliano, arrivato a Torino 19 anni fa per volere di Giampiero Boniperti, leggenda bianconera a cui si perdona tutto, figuriamoci questa bella trovata.
In campo Del Piero, visibilmente emozionato, ha deliziato il suo pubblico sollevando la manina per salutare ogni volta che si avvicinava alla bandierina del calcio d’angolo. Applausi scroscianti quando – era il 32′ del primo tempo e la Juve conduceva per 1 a 0 – il numero dieci bianconero ha cercato il gol con un destro a giro fuori di poco e la memoria dei meno giovani è subito andata indietro di quindici anni, quando certi numeri accadevano con regolarità superiore al passaggio della Cometa di Halley.
Per circa un’ora, la Juventus – che ha ben giocato al cospetto di un Novara tutt’altro che rinunciatario e voglioso di fare bella figura – ha cercato in tutti i modi di far segnare l’ormai ex capitano di tante battaglie e rendere ancor più indimenticabile la sua partita d’addio. Purtroppo non c’è stato verso, la palla non voleva entrare, ostinandosi a finire in tribuna quando Del Piero la calciava malissimo. Dannate leggi della fisica.
Al 19′ del secondo tempo, finalmente il momento topico della gara. Antonio Conte ha richiamato Del Piero in panchina sostituendolo con uno a caso. Lacrime copiose sugli spalti e a casa, grande commozione e diffusa incredulità, in fondo si è chiusa un’epoca.
Dieci minuti dopo, gloria anche per Quagliarella che è tornato al gol dopo un anno e per me che ho insaccato il terzo seduto comodamente sul divano. L’arbitro ha annullato per sospetto fuorigioco, ma il gesto tecnico è servito per dimostrare che per segnare è necessario – certo non sempre sufficiente, ma comunque necessario – mandare il pallone nello specchio della porta (dicesi specchio della porta il rettangolo compreso tra pali e traverse, dicesi pali e traverse quei tubi bianchi, cazzo). Del Piero ha preso appunti per la prossima partita che disputerà nel campionato di “Cortile di casa sua”. Vai Pinturicchio!

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