Il 2012 visto dai Gemelli del Gol

Fate attenzione.
Non si faccia ironia sul perchè il blog non è stato aggiornato da un lustro perchè io stacco tutto, baracca e burattini e si va tutti a casa, eh?

Ecco.

Comunque, visto che siamo in dirittura d’arrivo con il 2012 ci pareva carino fare un salutino  piccolo e discreto a tutti. Alla maniera dei grandi siti, quelli che fanno i riassunti del trascorso anno calcistico, con medie, gol, giudizi universali o anche tipo coi sondaggioni “qual’è stato il personaggio che sei mejo te dell’anno?“.  Oppure il momento in cui hai detto:  “mannaggia, la mia squadra è diversamente forte! Forse dovrei tifarne un’altra!

Bello, vero? Dai, facciamolo…

Manche, nò.

Abbastanza semplice da capire

Direi che, come sempre, le classificone presuntuose  le lasciamo alla Gazzetta del Corriere di Tuttosport.
L’unica cosa da fare è fare un pensiero a 3/4 persone cose città che hanno ben rappresentato questo 2012 così gravido di momenti emozionanti.

Il primo, doveroso assai, è per tutti quegli astrini nascenti made in Italy.
Direi che facendo un paio di nomi ci sta andando discretamente di culo (e direi pure che era ora).

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Mamma che trio…

Che c’avete da dire in merito? Verratti, Insigne & Immobile. Ma anche El Shaarawy, Destro, Gabbiadini, Marrone, Longo e Florenzi; me ne dimentico sicuramente qualcuno ma penso che questi regazzini ci aiuterannoci a toglierci qualche soddisfazione.
Oh, non dimentichiamoci Javier Zanetti, eh? Ne approfitto per fargli gli auguri per il suo 22esimo compleanno.

Ne rimarrà soltanto uno. E non sarà Cristopher Lambert.

Ne rimarrà soltanto uno. E non sarà Cristopher Lambert.

E per fare (giusto un attimo) un suntino su taluni personaggi che hanno movimentato il 2012, chi può mettere nel dimenticatoio M___o B_______i e A_____o C___e?
Il primo è un padre di Pia Fico, talentuoso ma ancora incompleto attaccante;  possente, macho quando serve, agli ultimi campionati europei dopo aver fatto gol si è tolto la maglietta e ha mostrato i muscoli. Diventato subito simbolo di italianità.
Il secondo è un allenatore che non sapeva niente. Non ha mai sentito nulla e figuriamoci se aveva saputo qualcosa, tzè. Conosceva a malapena i suoi giocatori e non poteva nemmeno da lontano intuire alcunchè.  E’ stato comunque squalificato per mesi&mesi (adoro la Justizia Sportiva).
Da quando è stato incriminato, per protesta, indossa in testa un gatto di nome Ted. E’ un siamese di 4 anni, ama il viskas al pollo e in gioco offensivo sulle fasce.

2  perzonaggi

L’anonimato va garantito a chiunque. Anche ai Super Sayan.

E vogliamo forse trasferire nel più totale oblio il fatto che un campione come Alessandro Del Piero se n’è andato a giocare dall’altra parte del mondo? Lo vogliamo, noi, forse? Vogliamo dedicare un pensiero al Presidente del Sydney che quest’estate pensava di vincere il campionato (a 4 squadre, di cui una non iscritta)? Vogliamo? E vogliamo pensare che Alex ha appena annunciato “Non mi muovo da Sydney“? Vogliamo?

Vogliamolo.

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Cedesi Del Piero, usato in buono stato, unico proprietario, gomme semi nuove, 20 anni su strada. Circa (anno più anno meno). Ritiro a mano su Sydney.

Vabbè, insomma, avete capito. C’è tristezza in tutto questo ma è come veder giocare ancora Tachsidis (o come si scrive)… fa un po’ tenerezza, ancora a bazzicare sui campi alla sua età.

Panagiotis Tachsidis

Panagiotis Tachsidis in corsa

Andando rapidi, perchè il tempo è tiranno, nostalgiamoci un pochino con una notizia fresca fresca ma che già si sentiva in aria da tempo.

Alexandre Pato, il Papero del Milan è praticamente un giocatore del Corinthians.
Il Milan perde un altro giocatore importante, un talento puro e cristallino, e adesso si ritrova a giocare con il massaggiatore come esterno sinistro.

Vero, El Shaarawy sta andando alla grande, ma dovesse partire anche Robinho, Allegri la smetterebbe di ringraziare il Milan per non averlo ancora esonerato.
Pato se ne andrà per 15 milioni di euri, quando st’estate il Psg aveva offerto al Milan 35meloni di euro.
Son disgrazie pure queste.
Il motivo per cui il Papero tornerà in Brasile è prettamente tecnico, il suo gioco (troppo spesso buono quando non è in infermeria) mal si sposa con le ambizioni del Milan di quest’anno.
O forse i motivi sono altri, vallo a sapere…

Lav Stori

Parte la sigla di Love Boat.
Boat per Brasilia, chiaramente.

Bene, il 2012 sta per finire e Gdg (per adesso) pure. Guarda se non mi commuovo, cacchio.

Ma prima di salutarci credo sia immancabile dare una veloce scorsa ad un evento perno, cardine, vitale, di quest’anno.
Fiumi d’inchiostro da cornice al fatto più importante e significativo degli ultimi 365 giorni:

Satta e Boateng

La coppia del secolo

Raffinata e sapida lei, ruvido ma efficace lui.
Lei, come lui, si butta su ogni palla con agonismo e foga; coraggiosa e impavida non teme il fallo e così potremmo andarci avanti per ore lo sapete ma il senso del pudore me lo impedisce.
Fortemente.

Sta di fatto che questi due virgulti si amano, e si amano fortemente, profondamente, di brutto e aspetta che mi rifermo sennò andiamo a finire sempre li.

L’ultima foto di Gemelli del Gol di quest’anno è per loro, per LA coppia.

Satta e Boateng, la parola più ricercata su questo blog nel 2012.

Ma dai?

Grazie al c….

Stateci bene tutti, mi raccomando e ci rivediamo su queste pagine… Non mancate!
Conosciamo i vostri indirizzi IP.

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One Comment to “Il 2012 visto dai Gemelli del Gol”

  1. ahahahahahahahahaha, grande!!!

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