Di come imparai a diffidare del Pallone d’Oro e dei pois bianchi.

Sorridi, sei su Scherzi a parte.

La natura intrinsecamente arbitraria e saltuariamente farsesca del Pallone d’Oro è ormai nota ai più. Racconteremo ai nostri increduli nipoti d’aver visto Matthias Sammer – come chi cazzo è? ma come avete cresciuto i vostri nipoti? – sollevare l’aurea sfera ai danni di un Ronaldo non ancora gordo. Era il 1996. Dieci anni dopo, non pago,  l’assurdo concesse il bis e persino Fabio Cannavaro ora ha un Pallone d’Oro da lucidare insieme ai suoi scarpini a forma d’incudine. Zidane – che allora era il più grande – non venne nemmeno preso in considerazione, per via della testata a Materazzi. Ho solo una cosa da dire: non ho (ancora) parole.

“Non solo ho vinto il Pallone d’Oro, ma in tasca c’ho pure la flebo per dopo”

E comunque già nel 94 Roberto Baggio – che da solo aveva portato una delle squadre più ridicole della storia, l’Italia di Sacchi, a giocarsi la finale del mondiale americano – venne derubato del trofeo, consegnato irragionevolmente al bulgaro Stoickov (che da quel giorno cambiò il suo nome in Hristo, a perenne memoria dell’esclamazione incredula di tutti noi vedendolo premiato in luogo del Divino Roberto).

Roberto, il Pallone d’Oro, la Maglia giusta.

(E qui ovviamente si aprirebbe un capitolo a parte in questa mirabolante breve storia di bizzarrie del Pallone d’Oro e cioè: perché Baggio ha vinto solo nel 93? per quale ragione non ha vinto almeno i dieci successivi dal momento che era indubbiamente il più grande, il più forte, il più artista, il più bello, il più codino anche senza codino? Perché quel premio non è stato ritirato l’anno del suo ritiro dal calcio, in segno di rispetto nei confronti dell’unico meritevole di sollevarlo?)
(Son domande che hanno una sola risposta: è un calcio malato).

bag

Ecco, appunto.

Tutto questo per dire che il quarto Pallone d’Oro a Leo Messi non stupisce più di tanto. In fondo è innegabilmente il più strepitoso giocoliere di calcio che attualmente ci sia concesso di vedere dar pedate a un pallone. A parte quando incontra Samuel, allora tende a nascondersi fra le possenti cosce di Puyol, ma in fondo quante volte ti può capitare di incontrare un Samuel? Giocando in Spagna è difficile. In nazionale è addirittura suo compagno di squadra, ma c’è da dire che quando indossa la camiseta a strisce biancocelesti il buon Leo si annulla da sé. E così Leo Messi intasca il quarto premio, strameritato, anche se non ha vinto manco la Beata Ceppa Championship la scorsa stagione – a differenza di Ronaldo, che però sta sulle balle a tutti, e dei suoi due amichetti blaugrana Xavi e Iniesta, che sono due artisti ma non farebbero vendere le scarpe e le magliette che fa vendere Messi nemmeno se fossero commessi di Foot Locker. E a differenza pure di Pirlo, a dirla tutta.

Campionato e finale degli Europei vs Beata Ceppa

La natura intrinsecamente arbitraria e saltuariamente farsesca del Pallone d’Oro è stata comunque sottolineata dallo stesso Leo, che si è presentato vestito a pois come solo Scarlett Johansson e il direttore di un circo potrebbero permettersi di fare.
O forse nemmeno lui si aspettava il premio e ha messo la prima cosa che gli è capitata fra le mani aprendo il guardaroba. La domanda vera, a questo punto, è: perché cazzo Messi ha un vestito a pois nel guardaroba?

Il papillon no.

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